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Chi ha seguito questo sito anche prima che diventasse un blog conosce la mia passione per le canzoni dei CCCP Fedeli alla linea. Ho passato gli anni ’80 con la loro musica, o per meglio dire, con le loro parole.
Punk filosovietico. Un misto tra la dissacrazione del Punk e l’ortodossia del comunismo. Canzoni come Rozzemilia le ho vissute come critiche ai DS prima ancora che nascessero.

Ricordo ancora la prima volta, la quale naturalmente fa sempre male, quando quindicenne ascoltai Spara Juri. Erano anni strani, un decennio che volgeva al termine, l’adolescenza che si perdeva, il muro che cadeva. Da quel giorno non ho mai smesso di ascoltarla e tutt’ora la ascolto a distanza di vent’anni.

Il cantante dei CCCP si chiamava Giovanni Lindo Ferretti e racchiudeva tutto questo molto bene.
Brutto, sporco, cattivo, ma… fedele alla linea.
Dai CCCP si passò ai CSI, e dopo ai PGR. Dal punk filosovietico alla “grazia ricevuta”, alla conversione religiosa. Un percorso ancora più netto del PCI/PDS/DS citato ieri sera da Ferrara.
Cosa c’entra Ferrara direte voi? Chi si fa questa domanda non vada avanti nella lettura e faccia finta che non sia successo niente.

Io invece ho avuto la sfortuna di avere la TV sintonizzata su LA7 alle 20.30, ho avuto la sfortuna di vedere Ferrara con in mano il vinile di Ortodossia (sigh), ho avuto la sfortuna di sentire Giovanni Lindo Ferretti ospite di Ferrara.
Sono anni che non seguo Giovanni Lindo Ferretti nei suoi percorsi, sapevo della sua “conversione”, ma ho comprato “Reduce”, il libro edito da Mondadori scritto da Ferretti, come per una voglia di ritrovare qualcosa, di sperare in chissà cosa. Dopo 3 pagine ho smesso di leggerlo. Un caos di parole tra redenzione dell’anima e peccato originale… quello di essere stato comunista naturalmente. Ieri sera vedendolo a Ottoemezzo sono stato colto da una strana tristezza. Come si fa mi domandavo? Chi è mi domandavo? Non è possibile che sia lui.
Dai CCCP a Ferrara passando per Ratzinger… dice che ha votato centodestra e si è “liberato” da un peso.
Grande è la confusione, sopra e sotto il cielo, ci si può solo perdere.
E lui ci si è perso per bene.

Per fortuna rimangono le sue parole scritte in anni diversi da questi. Per fortuna anni fa ebbi la possibilità di assistere ad un concerto di Alfredo Bandelli, il quale per introdurre “Contessa” disse che una canzone sopravvive anche al suo autore, ed ai percorsi del suo autore.

E per fortuna
Non so dei vostri buoni propositi
perché non mi riguardano
esiste una sconfitta
pari al venire corroso
che non ho scelto io
ma è dell’epoca in cui vivo

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