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E’ tanto che non scrivo su questo blog. In questo periodo ne sono successe molte. A me ed al mondo.
Sulle mia meglio tacere, non interessano a nessuno, mi fa solamente piacere poter vedere ciò che scrivo, ad un certo punto ho avuto paura, e ne ho ancora, che sarebbe stato difficile.
Nel mondo è successo molto, di cui saprete già tutto. Alcune cose mi hanno colpito, altre sono passate inosservate. Forse in altri momenti mi sarei anche arrabbiato per alcune cose, e magari ci avrei scritto un post. Ma adesso sembra tutto così lontano da me. In ordine sparso avrei voluto commentare la morte Antonioni, il V-Day, il trasferimento di Lucarelli, i deliri della classe dirigente di questa città e di questa regione, tacendo su quella nazionale che è già troppo commentata. Chissà, magari ne parlerò, anche se una delle regole del buon blogger impone di commentare i fatti quando succedono, e non dopo. Ma eccoci alla domanda del titolo: perché scrivo in questo blog?

Non lo so. Sto cercando di capirlo. Non credo che esista una regola, o un motivo, per cui le persone scrivano in un blog. Ognuno ha i suoi motivi. Chi per seguire la moda, chi per egocentrismo, chi per esibizionismo, chi per sfogarsi, chi per trovare un modo per dire quel che si tiene dentro, chi per fare il provetto giornalista, chi il provetto scrittore, chi perché giornalista lo è ma non trova un giornale che lo assume, chi perché glielo suggerì mariagraziolina, chi perché non sa che altro fare, chi per mostrare il suo italiano, chi perché da piccolo non ha mai avuto un diario di carta e ne vuole uno virtuale da grande, chi perché lo ha avuto e vuole continuare ad averlo, chi… ci sono mille altri motivi ed è inutile elencarne tutti, anche perché sicuramente ne salterei qualcuno.

Io non lo so perché scrivo in questo blog, ogni volta il motivo cambia. Provai tempo fa a scriverlo in un post. In quel periodo per sperimentare qualcosa che conoscevo da “dietro le quinte”. Adesso non lo so.
Non per essere alla moda e diventare un divo della blogsfera, e nemmeno per fare il provetto giornalista. E’ più una questione intima, di sfogo, di condivisione dei miei pensieri con quelle poche persone che passano di qua. Forse perché mi sento solo. Quindi di stare al passo con le notizie non mi interessa. E forse commenterò ugualmente quel che è successo in questi mesi. In grave, ma non colpevole, ritardo.
Una questione intima dicevo, ma non intima abbastanza da spiegare l’assenza di questi mesi.
Un rapporto strano quello che c’è tra me e questo blog. Qualcuno, sempre la stessa persona, dice che il motivo è che non è anonimo, e quindi mantengo sempre una corazza di fronte al mondo. Forse è vero. Sicuramente ci sono troppi “forse” in questo post.

L’ispirazione di riprendere a scrivere nel blog mi è venuta ieri sera, mentre stavo leggendo L’ombra del vento, penso una delle prime volte che leggo un libro che è in classifica. Amo i gialli, i noir, i thriller. E questo ha vari aspetti che si mescolano con altri più romantici. Ed è ben scritto. Forse dovrei dire ben tradotto, visto che a volte una cattiva traduzione rovina anche un bel romanzo straniero. Sono solamente all’inizio, magari cambio idea con il procedere della lettura 🙂

Non ha niente a che vedere con questo blog, ma mentre leggevo mi sono detto “proviamo a scrivere qualcosa”, ed eccomi qua che sto scrivendo questo post senza arrivare a nessuna conclusione riguardo la domanda iniziale. E per adesso mi fermo qui prima che cancelli anche questo post, mi sto già chiedendo che senso abbia.

Magari scriverò anche un più generico “Perché scrivere in un blog?”, chissà. Ho sempre avuto un brutto rapporto con i diari, con la scrittura. E non sempre scrivo quel che ho mente. E quando scrivo non seguo le regole fondamentali della scrittura su web.

Se qualcuno passa di qua può intanto lasciarmi scritto il perché scrive, o non scrive, in un blog.

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