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Ad ogni governo si mette mano alla legge sull’editoria per rendere internet al pari della stampa. La facilità con cui ogni persona può creare un proprio sito, blog, portale, insomma un qualsiasi canale di informazione non va giù all’ordine dei giornalisti, alla case editrici, ai vari controllori di turno, a qualche politico in vena di favori. E così si tenta ogni volta di modificare una legge, già ingiusta all’origine.
Poi naturalmente si rende meno dura per via delle proteste popolari, ma di governo in governo alla fine viene fuori la legge come la vogliono i soggetti di cui sopra.

M viene in mente quando andavo all’università (mai finita poi) e si cercava di alzare le tasse di 400 mila lire. Tutti a dire impossibile, gli studenti non possono farlo, non ce la fanno, ed allora proteste, occupazioni, sit-in, qualcuno anche qualche giorno di prigione. E poi?
Tasse aumentate di “sole” 200 mila lire ed i rappresentanti degli studenti (uno in questo periodo gira anche in tv) a dire “abbiamo vinto, la protesta paga, siamo stati bravi”.
L’anno seguente stessa storia. Ed altro aumento.
In pratica “spalmavano” le tasse su più anni, come fanno adesso con gli stipendi dei calciatori.

Questa legge non va ritoccata, non va proposta una modifica per tutelare blogger ed affini, ma va semplicemente fatta cancellare in toto. Anzi, bisogna modificare, se non cancellare, anche la vecchia legge, per capirsi quella in cui si prevede di portare le copie dei giornali al registro “non ricordo il nome”, che spesso è ubicato in questura. Chi le porta? Quasi nessuno, ma al primo problema ti contestano anche quello.

Per motivi “nobili” si fanno leggi assurde, da una parte perché chi è in parlamento ha poca conoscenza di internet e di come funziona, per loro è solo luogo di terroristi, pedofili, truffatori e qualche giovane in cerca di sesso facile, dall’altra perché c’è chi ha interesse a mettere i bavagli a canali non controllabili. E quindi giù proposte di legge che a volte sono anche divertenti. Vi ricordate la precedente con la proposta di portare la copia di un sito in questura?

La mia paura è che sia solo l’inizio, un altro piccolo passo per fare della rete quel che vogliono loro. La destra inizia la sinistra completa. O vivecersa, l’ordine degli addendi è ininfluente.

Mi viene in mente la vignetta di Vauro che dice “Mi rimproverano di colpire sempre la sinistra. Ma è colpa mia se colpendo a destra ci trovo sempre la sinistra?”

Tornerò sull’argomento, riprendendo magari gli articoli e gli scritti degli anni ’90 contro il copyright ed affini.

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