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Sono un comunista,
sono di rifondazione
voglio fà a Rivoluzione
ma dico no al cordone
perché il vero movimento
é sempre quello non violento
altrimenti come faccio a contrattare in Parlamento?
E allora sient’ a me ,
si nu ddieci e Rafaniello
tu vuò fà a rivoluzione
assettato int’a poltrona
a poltrona chiaramente
ca sta dint’ o Parlament’
e allora arape e recchie: E contraddizioni nun stann’ o Parlamente ma tra la popolazione!
Tu si…
Rafaniello, rafaniello, rafanie’ l’ l’ l’ l’!
Rosso fuori, bianco dentro! Yeeaaaa…


Così cantavano i 99 posse tanti anni fa. A quei tempi condividevo quel modo di vedere quel partito. E tutt’ora, nonostante in passato l’abbia anche votato e ahimé ne sia stato anche iscritto, continuo a vederlo come qualcosa di bianco dentro, anche se fuori si sono dati una vesta multicolore che alla fine li ha fregati.
Infatti dopo aver “criticato” per anni chi faceva una scelta extraparlamentare, adesso si ritrovano ad esserlo anche loro. Senza volerlo, con una spinta dal basso senza preavviso. Una sconfitta umiliante per loro e non solo. Perché molti di quelli che non li hanno votati, astenendosi, ritengono ancora un po’ leninisticamente (concedetemi il termine) che una presenza in parlamento sia necessaria ed utile.
Sono proprio loro, come persone, come scelte, come idee a non essere rappresentativi ormai di niente, di nessuno.
Quel che mi domando è se hanno capito la lezione, ma a quanto pare dalle prime dichiarazioni no. Anzi, cercano già approdo nel nuovo Partito della Destra italiana.
Allora forse c’è da domandarsi se abbiamo capito tutti noi la lezione.
C’è da domandarsi se esiste un soggetto capace di “rifondare” la sinistra in Italia.
C’è da domandarsi se qualcuno riuscirà ad intercettare, guidare, alimentare le istanze di protesta dei movimenti.
C’è da domandarsi se una sinistra parlamentare in Italia sia ancora possibile.

In ogni caso nessun rimorso.

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