Ho trovato in rete uno scritto, una critica al leninismo ed alle successive teorie, tra le altre cose imputata ad un errore di valutazione di Lenin. Non voglio entrare nell’argomento specifico, non mi trovo molto d’accordo con questo scritto, ma per introdurre la teoria di Lenin viene scritto:

Nel suo esilio in Svizzera, nel mezzo della prima guerra mondiale, Lenin scrisse un pamphlet dal titolo L’imperialismo, fase suprema del capitalismo. In esso, egli sostenne che, attraverso un processo che si era completato a cavallo del secolo, il capitalismo aveva modificato il suo carattere. Il capitale industriale e quello bancario si erano fusi dando luogo al capitale finanziario e il capitalismo concorrenziale cedette al capitalismo monopolistico, il quale, attraverso trust, cartelli e altri accordi monopolistici, dominava la produzione. Dovendosi confrontare in casa propria con profitti calanti, questi monopoli si trovarono costretti dalle condizioni economiche a esportare capitali investendoli nelle zone economicamente arretrate del mondo, dove potevano essere realizzati profitti più elevati. Quindi, continuò Lenin, iniziò la lotta tra i più avanzati paesi industrializzati per assicurarsi le colonie dove tali “sovra-profitti” potevano essere realizzati.

poi si dice

Lenin esagerò sia il grado di concentrazione monopolistica a cui era giunto il capitalismo, sia la differenza tra il tasso di profitto realizzato in patria comparato con quello delle aree economicamente arretrate del mondo.

Allora una domanda sorge spontanea. Oggi a che punto siamo? Non solo vedo che il grado di “concentrazione monopolistica” sia aumentato, ma vedo che il capitale finanziario è quello che gestisce davvero il mondo.

Quindi oltre a “Proletari di tutti i paesi, unitevi” e “Popoli oppressi di tutto il mondo, unitevi”, ci sarebbe da aggiungere “Esseri cognitivi di tutti il mondo, unitevi”

Chi può mi illumini

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